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Non lo so.

Ogni persona ha un modo di reagire agli eventi della vita completamente diverso da chiunque altro. Ad esempio. Ti vengono a dire che boh, non so, prendiamo una roba grave, ecco, che tua mamma ha un tumore. Ma di quelli brutti, grossi, bastardi. Ecco, le reazioni delle persone che ti stanno accanto sono un sacco diverse, l’una dall’altro. C’è chi si sente morire, anche se il tumore non è suo. C’è chi piange, a dirotto. C’è chi fa finta di niente, come se non esistesse. C’è chi si ricorda, di colpo, di voler bene a quella persona e ad altre dieci cento mille persone e allora le chiama tutte, ed è presentissimo. C’è chi, invece, si nasconde in un angolo, guarda le reazioni degli altri e rimane cosi, sconcertato, perché fondamentalmente non sa. Non sa cosa sta succedendo e non sa cosa succederà. Non sa come ci si comporta, non sa cosa bisogna fare. E non sa nemmeno come reagire: piange, sotto sotto, nasconto nel suo angolo. Cerca conforto nella persona che ama, ma si sente un peso per lei. Si ricorda delle millemila persone alle quale vuole bene, ma non le chiama, che ha paura di disturbarle. Si sente morire e vuole abbandonarsi, ma tutti poi gli dicono che deve essere forte, fortissimo, che lui deve sorreggere tutti, e allora certo che lo deve essere, forte.
Io non lo so. Non so come devo curare mia mamma. Non so cosa devo fare. Non so come si reagisce. Io. Non. Lo. So. Ed è la frase che odio di piú al mondo. Come odio andare dai parenti, con il peso dei loro cazzo di sguardi compassionevoli, tristi, disperati, amareggiati, rabbiosi, e sorridere mentre gli do solo brutte notizie. Odio il fatto che adesso siete tutti medici, e bisogna fare cosí e cosà, e devi portarla qui e devi portarla lí, e devi fargli questo esame qua e anche questo qui ma già che ci sei pure quell’altro che almeno stai tranquillo. Ma tranquillo di cosa? Tranquillo di che? Del fatto che mia madre stia morendo? E con lei anche un po’ mio papà? Ma si dai, state tranquilli. Vi do io le risposte giuste. Innanzitutto. Mia madre sta morendo, è ufficiale. Ma anche voi, non temete, perché alla fine è sempre e solo un lungo countdown verso la fine, e tocca tutti, amici miei. L’ alternativa migliore è vivere come meglio si puó questo eterno e brevissimo tempo che ci rimane. E su quello sono bravo. Ecco su quello io lo so, che a mia mamma glielo faccio passare bene. L’altra notizia è che non siete medici e wikipedia, anche se fonte inestimabile di conoscenza, non puó fare di voi degli oncologi. Quindi piantatela di avere questi deliri di onniscenza, e finitela di voler far cose per far stare bene la vostra conoscenza. Siete egoisti. E questo non migliora la situazione, ma probabilmente la peggiora. Ció non sta a significare che alla mamma non gli faccio fare tutto quello che bisogna fare e anche oltre, ma bensì gli faró fare tutto e anche di piú ma senza che me lo diciate voi. E senza dover giustificare a voi il mio operato e perché no, anche quello dei medici. Inoltre: finitela li di dirmi che pregherete per noi. Dio non esiste, e se per caso dovesse esserci qualcosa ha fatto più danni che altro. Quindi siete pregati di tenerlo all’oscuro della nostra esistenza di modo che vada a scassare la minchia da qualche altra parte. E cercate di vivere sereni, per favore, senza sperare in un qualcosa che vi impedisce di vivere bene ciò che avete ora.
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Poefìa

vorrei presentarti al mondo intero
ti terrei stretta a me, tenendoti forte la mano
con un orgoglio che non conosci
perché sei magnifica
mutevole nella tua perfezione
protagonista di favole mai raccontate
di sogni
che mi fai vivere giorno dopo giorno

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Un lanciafiamme al poste delle scintille

Adesso ti spiego.

Tu mi piaci. E mi piaci perché mi hai fatto aspettare 3 settimane per un ‘ti voglio bene’, anche se sono convinto che sapessi quanta voglia avevo di sentirmelo dire. Perché sei donna, non ragazza, tu sei Donna. Perché sai quello che vuoi. Perché sei pacifista, ambientalista, partigiana. Perché da tre settimane non riesco a levarti dalla testa. Perché ti ho visto in mutande e canottiera mentre ti lavavi i denti appena sveglia e mi sono venute tante di quelle farfalle nello stomaco che te non hai presente. Perché ridi tantissimo. E cerchi di trattenerti mentre ridi perché sei rumorosa almeno quanto me. Perché abbiamo aspettato il quarto appuntamento per fare l’amore, anche se ogni volta che ci vedevamo avremmo voluto saltarci addosso e solo l’idea di non rovinare tutto ci ha fatto fermare tutte quelle volte. Perché sei una dormigliona, ma poi inziamo a parlare e facciamo le 7 del mattino, e passiamo tutta la giornata rincoglioniti, e poi ci diciamo ‘ehnnó eh, stasera andiamo a letto presto’ e bene che vada si fanno le 2. Perché quando ci sediamo vicini ti incastri a me. Perché sei piena di dettagli che a me, detto sinceramente, fanno morire. E poi mi hai trovato un nomignolo al quale non so resistere, quel ‘Micco’ lì che è di una dolcezza disarmante. Perché sei cinica e mi vien la paura di dirti le cosine dolci perché poi magari tu pensi che io penso di e allora tu fai che e io muoio perché voglio stare con te.

Mi piaci e basta, sai. E mi mandi in paranoia perché vorrei piacerti anch’io la metà di quanto mi piaci tu.


Ma parliamo del tempo.

Ho passato uno dei miglior weekend della mia vita. No amici, no sesso, no ubriachezze, poche ore di sonno. Ma tutto fottutamente, assolutamente, indissolubilmente magnifico.


Ironia

La barista che tutti i giorni, tutti, nessuno escluso da una settimana a questa parte, continua a dirti eh son sola, eh son single, eh chi mi prende, eh chi mi vuole, eh ma tu vivi solo allora? eh ma tu sei single, allora? eh ma anche tu come me sei dell’ottantasette, allora?

La cameriera, che ti guarda languida e ti chiede perché non la vai mai a trovare, e che sei li con un collega, e ci son tutti i tavoli pieni, e lei si mette ad accarezzarsi i capelli e a parlare, dieci minuti dieci, con te. E di cazzate, ovviamente.

L’amica di quell’amico che conosci da lontano e che tò, è appena diventata single e tac, ti aggiunge subito agli amici su facebook, ma si sarà una coincidenza dici, ma si dai è tutto il giorno che parlate ma sarà perché si sente sola, dici, si ma dico anche puttana eva, io.

Lady J. Che poi dico, zio cane non ti fai sentire da mesi, mesi cazzo, e poi ricompari cosi, dal nulla, un ciao come stai che sa molto di “ehi, ho visto una che è onnipresente sull’internet pubblico con te, chi è?” e faccio il vago, e tu torni, tutta carina, a parlare di cose che sai che mi fan gola, e allora poi mi dici che…lasciam perdere che mi stalkerano e certe cose son private e poi bom.

Però dai cazzo. Mi sembra alquanto ironico tutto ciò.


Esse Emme Esse

…che poi boh non lo so, si potrebbero dire un milione di cose: che son stato bene, che mi piaci, che mi hai fatto una sorpresa stupenda, che ti stringo a me e più lo faccio e più lo voglio fare, che vorrei riempirti di baci, di carezze, di coccole e che quando ho visto quel tuo sorriso e quei tuoi occhi si è illuminato il mondo e ho sentito come batte forte quella cosa li che abbiamo nel petto… insomma si, si potrebbero dire cosi tante cose che si potremmo arrivare tranquillamente a domenica quando ti rivedrò, ma alla fine sai una cosa? Penso che mi hai lasciato senza parole, e che forse il silenzio, un bacio, una carezza e uno sguardo possano dire e dare di più di qualsiasi altra cosa, e che tutto il resto è futile, diventa quel rumore di sottofondo che disturba la favolosa melodia…e allora non dico niente, basta, solo grazie patata, sogni d’oro tesoro, ti voglio bene tata…


La perfezione

Devo ammettere che da qualche tempo a questa parte faccio diversi pensieri “filosofici” su un paio di cose. Ma il pensiero che mi attanaglia di più nell’ultimo periodo è: la perfezione esiste?
Il tutto è nato da una frase che ho detto, molto spontantaneamente, guardando una ragazza stupenda. Ho detto “è cosi perfetta che è limitata”.
Credo che alla fin dei conti sia una frase sensata: sei perfetta, non hai margini di miglioramento, sei fatta cosi e basta, e allora la perfezione cosa mi serve? Non esiste, e se esiste non è cosi bella come ci han raccontato. Se una persona non può migliorare è una già morta…ammettiamolo, ci innamoriamo di più dei dettagli della gente, dei loro tic, dei loro modi di fare, della loro goffaggine e del loro carattere. Ed è tutto un unico immenso enorme bug, un mondo pieno di meravigliosi difetti. Se cosi non fosse sarebbe un mondo tristissimo….

P.s: primo post scritto di getto dall’ iPad. 😀