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Se sei un genio e tu lo sai batti le mani

 

Adesso siamo a oltre 5.000 condivisioni. Una trollata del genere fa curriculum.

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La pirateria che ci vuole bene

Oggi sul Corriere della Sera c’è una brevissima intervista a Carlo Verdone, noto regista-attore italiano specializzato nella monotonia dei personaggi che interpreta e che fa interpretare. Carlo si scaglia contro la pirateria, dicendo che si, gli attori a volte prendono troppo, ma la vera crisi nel cinema italiano la si sente a causa della pirateria. Ormai, spiega, non si scaricano piú i film, ma si guardano in streaming: e a volte il server ti irride dicendo che è troppo affollato. Caro Carlo, come non concordare con te? La pirateria sta uccidendo tutto e tutti. Non sono i film di merda che girate, le solite commedie all’italiana, piena di stereotipi, figa, trombate e parolacce. Non sono i cinepanettoni che vi stanno ammazzando, con le solita storia del cazzo che si sa sempre come va a finire, con i soliti scandalosi attori, con le solite e scandalose battute, con quella regia di merda che avete. Ecco no, ad uccidere il cinema italiano è la pirateria. Ti consiglio di andare al cinema piú spesso, Carlo, perché da come parli mi sembra che tu al cinema non ci vai da molto tempo. Perché si, a vedere il solito ‘Natale a Salcazzi‘ o ‘Bianco Rosso e Minchione‘ non troverai nessuno, ma per film belli, quelli con una storia di fondo, con una buona regia e dei bravi attori, ecco a quei film lí preparati a fare la coda, se ti va bene, o a rimanere fuori perché la sala sarà troppo piena. Prova ad andare a vedere un film di Cameron, di Nolan, della Pixar. Ma anche di Muccino o di Sorrentino. Vedrai che il cinema non è morto, ma anzi, continua a crescere. Fortunatamente ammazzando voi.


Una volta c’era #Wired

Ed era bello. Si leggeva volentieri, era pieno di curiosità, informazioni, innovazione. Oddio non sempre era sul pezzo, ma ci poteva stare per una rivista mensile. Poi l’editore Condé Nast decise che era troppo bellina come rivista, troppo pulita, insomma, era una cosa seria che non poteva andare bene nella bell’epoque berlusconiana. Signori miei, adesso si vive di tette culi e belle fighe, mica ‘ste puttanate nerd! E quindi il bravo direttore lasciò, facendo spazio ad un’altra persona, brava uguale credo, che si piegò ai voleri della casa editrice. Cosi da pagina 145 a pagina 149 del numero di questo mese si da libero sfogo alla marchetta-fetish-sexy-telafaccioannusarechecosit’arrapi che di wired non c’ha un cazzo ma, nello stesso tempo, si capisce che il cazzo ha nettamente soppiantato il cervello nel marketing, e quindi giú a bombardarlo di pubblicità zeppa di fregne che magari fa piú effetto.

E di Napolitano uomo dell’anno non ci voglio nemmeno pensare. Credo basti dire che il discorso di capodanno, quello che apre l’articolo, era stato pubblicato su youtube con i commenti bloccati. Cosa molto wired questa, eh?!


Un Posto Bellissimo

L’Internet ci regala sempre bellissime emozioni. Via FriendFeed @magari sul tardi


Repubblica.it è una vergogna

Ditemi dove avete visto i mille morti. Ditemi dove li avete trovato questa notizia. Ditemi quale agenzia di scimmie cannaiole ha battuto questa notizia.

Scalfari, vecchio bacucco: sai che una volta avevo una stima di te che metà bastava? Ecco, ora mi fai schifo. Te e la tua combriccola di deficienti, siete messi peggio dei vari Feltri, Signorini, Sallusti, Minzolini, Belpietro.  Una vergogna senza senso.

E il virgolettato poi…come se fosse la dichiarazione di qualcuno. Poi si legge il testo e non viene detto neanche una volta. Probabilmente era una citazione di tua sorella…

Fatela finita, merde.

 

Edit: per amor i giornalismo bisogna dire che il IlPost.it dell’eccellente Luca Sofri riporta che l’ultimo aggiornamento della polizia giapponese delle ore 22.00 (nostrane) ha portato il numero dei morti a 184, 722 feriti e 530 persone disperse.

Grazie Luca per farci ancora vivere del buon giornalismo.


Lo strano caso “Repubblica”

Per la serie l’ipocrisia regna sovrana: Michele Smargiassi su Repubblica.it si dilunga in un post noioso cercando di giustificare il fatto che la sua testata prende foto di altri e le pubblica senza darne credito al proprietario. Secondo lui è cambiato l’ internet, punto.

Secondo me è vergognoso che nel 2010 la sua testata prenda dei video da youtube, li tagli, e ci appiccichi sopra il proprio logo, senza neanche dare la possibilità di embeddare qualcosa che nasce embeddabile. No sense.


La fiducia a Berlusconi è un bene (forse)

Dato il risultato che Berlusconi oggi ha avuto sia al senato che alla camera,  la sinistra non ha che da esultare (e svegliarsi). Vi spiego la mia idea.

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