Una volta c’era #Wired

Ed era bello. Si leggeva volentieri, era pieno di curiosità, informazioni, innovazione. Oddio non sempre era sul pezzo, ma ci poteva stare per una rivista mensile. Poi l’editore Condé Nast decise che era troppo bellina come rivista, troppo pulita, insomma, era una cosa seria che non poteva andare bene nella bell’epoque berlusconiana. Signori miei, adesso si vive di tette culi e belle fighe, mica ‘ste puttanate nerd! E quindi il bravo direttore lasciò, facendo spazio ad un’altra persona, brava uguale credo, che si piegò ai voleri della casa editrice. Cosi da pagina 145 a pagina 149 del numero di questo mese si da libero sfogo alla marchetta-fetish-sexy-telafaccioannusarechecosit’arrapi che di wired non c’ha un cazzo ma, nello stesso tempo, si capisce che il cazzo ha nettamente soppiantato il cervello nel marketing, e quindi giú a bombardarlo di pubblicità zeppa di fregne che magari fa piú effetto.

E di Napolitano uomo dell’anno non ci voglio nemmeno pensare. Credo basti dire che il discorso di capodanno, quello che apre l’articolo, era stato pubblicato su youtube con i commenti bloccati. Cosa molto wired questa, eh?!


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