Violenza chiama violenza

Giuro che non volevo dire nulla sulla storia di Emilio Fede menato da Gian Germano Giuliani. Non mi volevo mettere dalle parte di questo settantenne che ha picchiato, senza motivo, un noto giornalista italiano. Non volevo. Ma poi ho visto questo:

 

E allora cosa devo dire? Da che parte devo stare? Posso io stare zitto?

Se il noto giornalista italiano decide di dire determinate parole in un tg visto da (purtroppo) milioni di persone, senza cercare di capire le ragioni, senza nemmeno sforzarsi di comprendere l’ esasperazione al quale un governo di mafiosi ha portato questi ragazzi italiani, bhè allora è giusto che anch’io mi schieri dalla parte di qualcuno. E dato che non so i motivi per i quali il settantenne ha picchiato il giornalista, allora mi schiero dalla parte dei ragazzi universitari e direi loro, a gran voce:  “un giornalista che dice determinate frasi all’interno di un tg visto da milioni di persone merita di essere menato. Magari poi i motivi inizia a capirli, dato il fatto che lui non sa come mai un settantenne lo ha preso a pugni all’interno di un ristorante.”

Ma alla fine cerchiamo di essere superiori, ci facciamo prendere dal perbenismo, e non faremo spedizioni punitive nei confronti di Fede. Lo lasceremo li, nella sua bagna, solo, facendogli credere che ha detto cose veramente sensate e che va tutto bene, è tutto a posto, non sta succedendo nulla, sono solo 4 comunisti.

Ma lui ci crede ancora a quello che dice? E a quello che dice il suo capo?

Dai usiamo il cervello. Non è possibile che ‘sto giornalista dica determinate cose nel suo tg senza che nessuno, ma proprio nessuno, dica niente. Perché se Santoro dice “vaffanbicchiere” va bloccato, mistificato, lapidato pubblicamente, mentre se Fede istiga alla violenza (come il suo compagno Kossiga, d’altronde) tutto tace? Voglio un garante che abbia le palle di andare a dire a Fede:  “hey amico, questa volta hai esagerato. Ora chiedi scusa e paghi l’ammenda.” Ma che sia un’ ammenda vera, che metta in difficoltà l’azienda, non una richiesta di briciole.

 


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